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Articoli con tag ‘violenza sulle donne’

Violenza di genere, ovvero: la risposta a chi si chiede perché.

Ho letto un post in cui il chi scriveva chiedeva con insistenza perché si parla tanto della violenza degli uomini sulle donne e poco della violenza delle donne sugli uomini. Ho deciso di rispondere scrivendo un articolo a mia volta , tanto perché in materia posso considerarmi abbastanza preparata, sperando di far riflettere non solo la persona che ha pubblicato il post, ma anche qualcun altro.

Due anni fa ho fatto un corso per diventare operatrice sociale per poter lavorare nei centri antiviolenza (purtroppo per motivi personali mai terminato, ma lo farò prossimamente), e ad essere sincera, su molti degli argomenti trattati ero piuttosto scettica: avevo l’impressione che la donna finisse sempre con l’essere una vittima, e l’uomo sempre e comunque un carnefice. Persino nella violenza di genitori verso i figli la donna veniva in qualche modo “giustificata” (relativamente, si intende) mentre l’uomo non aveva nessuna speranza di riabilitazione. Dopo diverse lezioni mi feci coraggio, e chiesi la stessa cosa alle due signore che gestivano il corso (una psicologa e la presindentessa di una grande associazione contro la violenza di genere), ovvero, perché si parla solo di violenza degli uomini sulle donne e non viceversa? La risposta è stata a mio parere molto esauriente. La violenza delle donne sugli uomini corrisponde, su una statistica generale, a circa il 4%, rispetto a quella degli uomini sulle donne (96% circa). La violenza delle donne sugli uomini esiste, ma non in misura tale da diventare un caso sociale. Parliamo di singoli casi, per cui in alcuni paesi, come in Svizzera, esistono valide strutture di recupero. Non è che sia meno grave quando un caso di maltrattamento avviene da una donna verso un uomo, semplicemente accade in misura infinitesimale rispetto a quella degli uomini sulle donne. I dati ISTAT riguardo un’indagine del 2007, fatta su un campione di 25000 donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni rivelano la sconcertante cifra di 6 MILIONI E 743MILA casi di violenza di vario genere, fisica, sessuale, psicologia. il 95% dei casi di violenza non è denunciata, per lo più per la paura di subire ulteriori conseguenze.

A chi sostiene dunque , contro ogni casistica, statistica, studio sociale da SEMPRE ad oggi, che le donne vivono di privilegi, eviterò di riportare l’elenco che ho davanti a me delle donne uccise da uomini in casi di violenza di genere nel 2008 in Italia, gli basti sapere che si tratta di 113 donne, la maggior parte delle quali non sono finite nemmeno sui giornali.

A chi parla di controllo sessuale che le donne hanno sugli uomini rispondo che in Italia nel 2005 risultava che almeno la metà delle donne tra i 14 e i 59 anni hanno subito almeno una molestia sessuale, un ricatto sessuale sul lavoro o una violenza tentata o consumata nel corso della vita.

A chi sostiene che sfruttiamo gli uomini, racconto di quella donna che viveva in questo centro, che per anni è stata costretta a dormire su due sedie in salotto, ed ogni notte il marito si alzava per sfilargliene una da sotto e farla cadere, il che le ha provocato disturbi del sonno che persistono ancora oggi.

E che nessuno si azzardi a dire “se l’è voluta” “poteva ribellarsi”, perché potrei parlare per ore di quanto la violenza psicologica possa ridurre una donna ad uno stato che poco ha di diverso da quello di un vegetale. Potrei spiegare cosa significa subire anni di pressioni, vivendo in un paese che vanta profonde radici di sessismo e maschilismo,potrei raccontare di tutti i casi in cui gli stessi genitori, alla confessione di maltrattamenti, dice alla figlia che “siamo donne, bisogna sopportare, ma non fare scenate perché poi che penserebbe la gente?” ma confido nel buon senso di chi mi leggerà,augurandomi che non ce ne sia bisogno ed evito così di dilungarmi troppo.

La violenza di genere è un problema sociale immenso e fin troppo serio, e non trovo di nessun gusto lanciare provocazioni di alcun tipo a riguardo, soprattutto se non opportunamente supportate da dati alla mano, e conoscenze esaurienti in merito, ma semplicemente da strambe teorie e da pecoroni che gridano “bravo!” per sentirsi diversi e un po’ più figosi. Vi lascio con una delle tante donne che secondo QUALCUNO avrebbero la supremazia sui poveri indifesi maschietti:

(tratto da LEGGO) CARDIFF – Quando arrivò in ospedale i medici non furono in grado di capire se era una ragazza o un ragazzo. Tirion Lewis, una studentessa di 19 anni, è rimasta in coma per un mese dopo il terribile pestaggio di cui è rimasta vittima. Il suo fidanzato Wayne Fox, 23 anni e pugile professionista, la condusse in un bosco appartato e la riempì di calci e pugni mentre giaceva a terra. E’ accaduto ad Aberystwyth, nel Galles occidentale. Il ragazzo, un anno e mezzo dopo, è stato condannato per tentato omicidio.

violenza sulle donne

Tirion Lewis

L’AGGRESSIONE NEL BOSCO Tirion stava ascoltando musica nella sua Ford Ka insieme all’amica Miriam Evans, 19 anni, nel cortile della sua villetta, quando improvvisamente il fidanzato prese d’assalto la macchina sfondando il finestrino con un pugno. Fox condusse le due ragazze nel bosco per completare la brutale aggressione. “Ha trascinato Tirion fuori dalla macchina – ha raccontato Miriam ai giudici – e l’ha colpita ripetutamente con calci e pugni. Abbiamo cominciato a urlare ma è stato tutto inutile. A un certo punto Fox si è accovacciato sul corpo della mia amica e le ha scaricato una serie di pugni che le hanno fatto perdere conoscenza. Sono scappata a piedi per cercare aiuto. E’ stata davvero dura allontanarmi e lasciare Tirion”. La ragazza chiese soccorso a una famiglia di vicini. Quando Miriam è tornata sul luogo dell’aggressione con le forze dell’ordine, la vittima aveva già perso conoscenza. Fox, intanto, si era allontanato con una Mazda rapinata a una famiglia che abitava nei dintorni. Rifugiatosi a casa dei suoi genitori tutto sporco di fango e sangue, è stato rintracciato dalla polizia ed è stato arrestato dopo una lunga colluttazione. Ai giudici ha raccontato di aver più volte sentito delle voci che lo imploravano di ferire Tirion.

AMNESIE E DIFFICOLTÀ COGNITIVE I paramedici hanno raccontato che “le ferite avevano sfigurato il volto della ragazza al punto da risultare impossibile stabilirne il sesso a una prima occhiata”. La 19enne è rimasta in coma per un mese, riportando una lesione cerebrale, un bacino rotto, danni ai reni e un trauma ai polmoni. Oggi la ragazza, dopo un anno e mezzo dal drammatico episodio, soffre ancora di difficoltà cognitive, amnesie e lentezza nell’apprendere. Ha bisogno di assistenza continua e non è ancora in grado di testimoniare contro Fox.