Noi che vogliamo essere allievi di tutti, maestri di tutti, e di tutti amanti.

Archivio per gennaio, 2017

Che fine hai fatto?

Nessuna fine, in compenso tantissimi inizi.

Di un blog in cui posso parlare di cinema, che è ciò che mi tiene viva, cosa di cui sono sempre più convinta. Non parlare di cinema, dico proprio il cinema in sé. Tanto che, inizio numero due, ho deciso di fondare una società di produzione con altre quattro magnifiche donne che, come me, sono decise in tutto e per tutto a farne il loro lavoro, e che sono anche le mie amiche (e mia sorella), le mie compagne, quelle da chiamare quando si scatena l’inferno nella mia vita (cosa che capita decisamente di frequente).

Nuovi bimbi di cui occuparmi, mentre quelli che già ci sono crescono a vista d’occhio e quando non li vedo per un paio di settimane, torno e hanno imparato tantissime parole nuove, che è una cosa che mi fa molta più impressione di vederli più alti a distanza di pochi giorni.

Nuove cose, mentre quelle vecchie restano aperte, sospese, in bella vista, con me che a quanto pare sono bravissima negli inizi e molto, molto meno brava nelle conclusioni. Manco, come sempre, di determinazione, chiarezza e istinto di sopravvivenza, ma voglio dire, abbiamo tutti i nostri buchi. Ogni tanto passo da queste parti e mi viene la nostalgia, e un po’ mi manca scrivere qui, nonostante abbia un diario di Star Wars che riempio a ondate di disegnetti e parole, il blog e tutto il resto: perché qui, con la foto dell’arcobaleno scattata da casa di nonna Vanda, la poesia di Pavese che è un po’ il mio mantra e tutto il resto, mi sembra ogni volta di tornare a casa, in un angolo segreto ma sotto gli occhi di tutti, in cui possono convivere senza sgomitare la mia riservatezza e il mio bisogno di comunicare e di ricordare a tutti che ci sono, esisto pure io.

Il 2016 si porta via un po’ di fatica a vivere, tantissima pigrizia (appena finisce questo freddo polare torno a correre, lo giuroh!) e forse, se tutto va bene, il mio bisogno ossessivo di essere una perfetta donna, femminista, amica, sorella, figlia, fidanzata, a prescindere da quanto per ottenere questo risultato io debba sacrificare me stessa e le mie necessità. Se ci riesco, voglio reprimere un po’ meno e esplodere un po’ di più. Voglio essere onesta, il più possibile, e portare fino in fondo almeno uno dei diecimila propositi che nascono in quel buco nero che è il momento tra quando si spegne la luce e quando ci si addormenta.

Se ci riesco, non voglio più pensare che quello che provo sia immeritevole di essere riconosciuto, ammesso, gridato, rispettato, a costo di doverlo mettere, qualche punto qua e là.

Se ci riesco, ve ne accorgerete.

Buon anno.

both-in-love

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