Noi che vogliamo essere allievi di tutti, maestri di tutti, e di tutti amanti.

Archivio per gennaio, 2015

Sovrumani Silenzi

Qualche giorno fa ho ritrovato il vecchio registratore che usavo all’università. Uno piccolo, elettronico. Ho notato che c’era qualcosa inciso sopra, allora ho messo play e mio padre ha iniziato a parlare. Sono rimasta ferma, ad ascoltare la sua voce dopo otto anni di silenzio. Stava memorizzando la ricetta di una vellutata di ceci, ed elencava gli ingredienti con la voce impostata, e si capiva lo sforzo di mantenerla il più possibile neutra, nella consapevolezza che si sarebbe riascoltato e come tutti avrebbe trovato la sua voce diversa, cacofonica. Allora ho capito alcune cose. Prima di tutto che non conosciamo mai tutto l’insieme di emozioni che siamo in grado di provare, che ci sono sfumature sconosciute che ogni tanto emergono e ti schiaffeggiano, e allora arrivi a capire un pezzettino in più di te. Che il buco è sempre lì, per quanto a lungo io riesca a dimenticarmene. Che posso cancellare tantissime cose, ma per fortuna la voce di mio padre non è tra queste. E mi sono detta: ecco dove restano le persone, quando muoiono.

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