Noi che vogliamo essere allievi di tutti, maestri di tutti, e di tutti amanti.

Archivio per agosto, 2013

Passano gli anni, non è passato un giorno.

Quello che posso fare è affondare la faccia nel cuscino, e farmi piccola piccola, e sperare di sparire, di non essere esistita mai. Respiro con la bocca, il cuscino si scalda, ma non ci faccio nemmeno caso dopo un po’. Premo forte le mani sugli occhi, mi viene in mente un disegno che mi piaceva tanto da bambina, con un serpente che si mangiava da solo, partendo dalla coda. È così che vorrei poter fare. Vorrei dirti che mi sono persa. Proprio mi guardo intorno e non riconosco nessun posto, e nessuna persona. Vorrei dirti che c’è un buco grande, dove ora dovresti esserci tu, e non ho niente per riempirlo. Vorrei dirti che sono stanca e che lo sono da così tanto tempo che non ricordo più com’è non esserlo. Te lo vorrei dire seduta sul baule di legno, con le ginocchia al petto, abbracciandomi le gambe, mentre tu fingi di non capire perché hai paura di aver capito troppo bene. Vorrei dirti che sono inciampata troppe volte, e adesso è l’ultima e forse non ce la faccio a rimettermi in piedi, e poi non sono sicura di riuscirci, e anche se fosse dubito servirebbe a qualcosa. Vorrei dirtelo ma non posso, e le parole si accumulano, e riempiono la testa, e allora la testa prende a farmi male e io premo più forte le mani contro gli occhi chiusi. Vorrei dire a tutti di lasciarmi nel mio buco, che ho le crepe. Quello che ti diró, pensandolo forte, è che ora lo so quanto ti è costato. E va bene. Manchi, manchi sempre. Che Agosto resta il mese più freddo dell’anno, per me.

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Capisci che è troppo tardi quando si spengono le luci.

Non sono capace. Il distacco, prendere le distanze, tracciare chiaro il limite. Non sono capace, non lo so fare. Sono capace a fingermi capace, questo sì. A dire “questa è l’ultima, adesso basta” e altre frasi d’effetto, per poi raccontarmi che se menti a te stessa non è una vera bugia. A fingere che niente importa, e niente mi sfiora.Non fa per me il distacco, io devo affondare le mani, sporcarmele, mangiare senza masticare, toccare tutto, annusare tutto. Vorrei essere intoccabile, distante, fare passi indietro quando lo ritengo opportuno, invece so solo aspettare cercando di fare il meno rumore possibile.